La Croazia
La Croazia ha un territorio dalla forma particolare, gli appartiene la quasi totalità della costa che si affaccia sul Mediterraneo, 1750 km con circa 1185 tra isole e isolotti. Pensate a quante possano essere le insenature, le spiagge spesso raggiungibili solo con la barca tanto cercate dai turisti che preferiscono prendere il sole senza essere osservati.Un luogo di transito tra l'Europa del nord e il Mediterraneo. Su questo territorio hanno lasciato i segni del loro passaggio celti, greci, romani, italiani, ottomani e francesi.
A testimonianza delle passare culture, lungo la costa si trovano splendide città, come Pola, Zara, Sibenik, Trogir, Spalato e Dubrovnik proclamata patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
La superficie della Croazia è pari a circa 56,542 km² con una popolazione di poco superiore ai 4 milioni e mezzo di abitanti di cui 900,000 vivono Zagabria la capitale.
Le principali città della Croazia sono Spalato, Fiume, Zara, Dubrovnik e Osijek. La moneta corrente è la Kuna nella lingua e quella croata si tratta di una Repubblica parlamentare il cui presidente dal febbraio del 2000 è Stjepan Mesić. La Croazia è particolarmente interessante non solo per la sua ricchezza storica e culturale ma anche per la grande presenza di parchi naturali e di animali scomparsi in molte zone dell'Europa.
Nei boschi montani sono presenti più di 400 orsi e poi camosci, mufloni, gatti selvatici, lupi e linci per non parlare degli stupendi laghi di Plitviceo e delle isole Kornati.
Per entrare nel territorio della Croazia e soggiornare per meno di tre mesi per un turista di origine italiana è sufficiente la carta di identità metre se volete scendere fino alla parte più meridionale della Croazie ed attraversare la Bosnia avete bisogno del passaporto.
L'Economia
Dopo la Slovenia, la Croazia era la regione più ricca della ex Jugoslavia. La sua economia si basava soprattutto sul turismo. A causa dei conflitti gli introiti provenienti da turismo si sono esauriti. Questo ha provocato alla nazione un doppio danno, spese per conflitto e diminuzione delle entrate.Attualmente l'inflazione si è stabilizzata attorno al 5% con un deficit inferiore al 3% del Pil ed un debito pubblico pari al 25%.
Questi parametri fanno pensare che la Croazia sia pronta per adottare la moneta unica europea.
L'ingresso nell'Unione Europea per i più ottimisti è vista come una soluzione per far uscire la Croazia dalla sua crisi.
In un mercato della frutta in Slovenia l'acquirente croato dice allo sloveno: “beato te che hai l'euro” lo sloveno risponde “beato te che non ce l'hai”.
Geografia
Ciò che incanta i visitatori di questa nazione è la grande varietà di paesaggi; fiumi e laghi, montagne, spiagge e 1185 tra isole e isolotti.L'ampia pianura nella regione della Pannonia è attraversata dai fiumi Drava e Sava, la Croazia centrale è una regione collinare e pianeggianti. Le zone montuose più note sono le Alpi Dinariche e la catena del Velebit la cui vetta raggiune i 1700 m (ricca di grotte).
La lingua ufficiale
La lingua ufficiale della Repubblica di Croazia è il croato. Il regime jugoslavo ha tentato in passato di unificare le lingue serbo e croato in una sola dando vita a quella che tempo fa veniva chiamata serbo-croato.Naturalmente sono presenti anche dialetti nel numero di tre, in Istria e nel litorale a nord di Corzola (Korčula) troviamo il Ćakavo. Nella regione di Zagabria è utilizzato invece il Kajkavo, nelle regioni rimanenti si parla lo Stokavo.
Negli ultimi 10 anni con la riscoperta dell'identità nazionale si è riaccesa la volontà di riappropriarsi delle differenze linguistiche.
C'è stato anche il tentativo di introdurre nella lingua ufficiale croata nuovi vocaboli ormai desueti. Molti di questi non hanno però ottenuto un grande successo è non vengono tuttora utilizzati.
La lettura delle parole in lingua croata non è molto complessa perché si legge come si scrive ad eccezione di alcune lettere che non sono presenti nell'alfabeto italiano.
La religione
Dopo la caduta del regime comunista la religione ha ripreso un importante posto sia nella vita privata sia in quella pubblica.La Croazia cattolica è un paese profondamente religioso. A testimonianza di questo troverete in ogni albergo una Bibbia sul tavolino a fianco vostro letto.
Sembrerebbe che quasi il 90% dei croati sia di religione cattolica meno del 3% ortodosso, il 2% ateo o agnostico e solo l'1% musulmano.
La rinascita del cattolicesimo è stata coronata dall'evento straordinario svoltosi a Međugoria dove ogni 25 del mese la Madonna appare.
Il Vaticano ha svolto un importante ruolo nella scena politica internazionale a sostegno dell'indipendenza croata e della formazione della Repubblica.
Un importante significato simbolico si è avuto con la visita del Papa che ha attirato centinaia di migliaia di fedeli a Zagabria nell'ottobre del 1998.
L'anno della svolta
Il 2000 per la Croazia è stato l'anno dei cambiamenti. Dopo la morte del presidente Tuđman (10 dicembre 1999), si ebbe la disfatta del partito HDZ (comunità democratica croata) e il successo delle opposizioni sia alle elezioni politiche che a quelle presidenziali.Il mese seguente fu eletto alle presidenziali Stipe Mesić (con il 56% dei voti) candidato dello HNS, ex appartenente allo HDZ da cui si era allontanato perché non condivideva la politica Tuđman in Bosnia Erzegovina.
Nell'autunno del 2000 la Croazia ha modificato la costituzione passando da un regime presidenziale a uno parlamentare, e ha avviato una politica di decentramento dei poteri. Ha inizio la reale libertà di opinione. Stampa, radio e televisioni sono destinate a diventare un vero servizio pubblico.
Dopo anni di isolamento sulle scene internazionali Mesić si è sforzato di creare le condizioni per l'ingresso nell'unione europea. Nonostante tutto la nuova dirigenza politica infatti non è riuscita a risolvere la crisi economica, la disoccupazione è ancora elevata e molti senza lavoro non ricevono alcun sussidio, le pensioni sono magre.




